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Alla ricerca delle radici, tra romanzo e autobiografia: “Raccoglievamo le more” di Agata Motta (Kalos)

Al di là di una Sicilia come spazio simbolico – non solo ambientazione geografica, ma anche luogo dell’appartenenza e della memoria – «Raccoglievamo le more» (Kalós) di Agata Motta sfugge alle classificazioni canoniche per imporsi come necessaria testimonianza di un mondo che non esiste più se non in chi si assume il compito di ricostruirlo e di farlo rivivere. Dunque romanzo storico: anche; di formazione: pure; memoriale: certo. Diario intimo aggiungeremmo: e se anche la discrezione della narratrice riesce (non sempre) a celare il suo stesso sentire nell’animo di alcuni personaggi femminili, Agata Motta in qualche modo si mostra interessata alla riproposizione di frammenti di una archeologia familiare per trasformarli in un fascinoso retablo tra romanzo e autobiografia: «La verità – lampante dichiarazione di poetica – che tutto o quasi in quell’epoca inguaiata gli sembrava degno di nota, le piccole storie delle gente comune lo stuzzicavano più dei titoli a caratteri cubitali dei giornali.». E’ dunque proprio la felice instabilità di questi elementi a rendere «Raccoglievamo le more» un mosaico di tempi, di voci, di accuratissime ambientazioni, di momenti all’interno dei quali respira sia la Storia, quella tragica del Fascismo, col suo atroce corredo di razzismo e violenza fino alla catastrofe della guerra, sia le piccole storie che in quel tremendo fuoco bruceranno: quella della famiglia Vitale – il padre Giovanni, la madre Maria, i figli Rodolfo, Annamaria, Antonio, Emma, Palmina – dell’eminente zio arciprete e di tanti altri, tutti legati al microcosmo famiglia‑paese, il cui fulcro fisico e simbolico è la casa stessa. «Raccoglievamo le more» è però anche il romanzo della loro caduta: la fine dell’età dell’innocenza dei Vitale e non solo, raccontata attraverso un pulviscolo di punti di vista (compresi pure gli stralci di un diario di guerra originale) che si alternano al narratore onnisciente lungo una struttura perfettamente simmetrica tra le cui righe Agata Motta lascia affiorare le sue grandi passioni letterarie e cinematografiche (da Tomasi di Lampedusa – con un’eco dall’incipit – al Visconti di «Ossessione»). L’arrivo di Aurelio – «esule senza possibilità di ritorno» – nella casa avita in cui «anche l’ultima persiana dei Vitale è stata chiusa», all’interno di un prologo/epilogo ambientati nei primi anni 2000, innesca la ricerca delle radici, dell’identità smarrita e della memoria ferita: non caso «A cu’ appatteni?» («di chi sei figlio?») costituisce la domanda‑motore della narrazione, nel corso della quale i frammenti delle microstorie vengono assemblati per ricomporre il vissuto di un paese innominato, nella Sicilia degli anni ’40 e il cui sfondo non è solo cronaca, ma condizione che investe i personaggi e la loro evoluzione. Perdita, cambiamento, nostalgia, fine di un ciclo: la chiusura della casa, la disgregazione di un’epoca, la fragilità delle certezze, la speranza del rinnovamento nonostante la crisi e la lacerazione delle relazioni si incarnano proprio in Aurelio e nel suo «desiderio di fermare sulle pagine quella parentesi eccezionale in cui non c’ero e in cui avrei voluto spartire con voi l’essere famiglia». Come dire: c’è solo la scrittura a restituire una identità e una appartenenza, a diventare una nuova nascita: più legittima e forse più vera.

Agata Motta, «Raccoglievamo le more», Kalós, Palermo, 2025, euro 20,00

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Presentazione 18/09/2025 a Piazzetta Bagnasco

“Raccoglievamo le more”, l’esordio letterario di Agata Motta, si presenta giovedì 18 settembre in piazzetta Bagnasco

di Press Service | 14/09/2025

È ambientato nella Sicilia degli anni Quaranta, regalando immagini che si fanno sempre più vivide, parlanti, accompagnando, attraverso una narrazione puntuale, precisa che restituisce le intenzioni, gli umori, i pensieri di chi si alterna sulla scena. Un universo di personaggi ruota attorno alla famiglia Vitale in un’epoca in cui il fascismo impera e la guerra è vicina.

S’intitola “Raccoglievamo le more”, il romanzo d’esordio della scrittrice catanese Agata Motta che verrà presentato alle 18 di giovedì 18 settembre in piazzetta Bagnasco. A dialogare con l’autrice sarà Gilda Sciortino.

Il libro

A cu’ appatteni? È questa la domanda che Aurelio si sente rivolgere dal cameriere del bar sulla piazza grande del paese. Già, a chi appartiene? Adesso che anche l’ultima persiana della casa dei Vitale è stata chiusa, lui si ritrova spettatore della fine di un ciclo. Forse, solo ripercorrendo la storia dal principio potrà scoprire da dove viene per ricominciare. Sicilia, anni Quaranta. Rodolfo, Annamaria, Antonio, Emma, Palmina, la mamma Maria, il padre Giovanni, lo zio arciprete, la domestica, il maestro di musica e così via, pagina dopo pagina, si presentano al lettore senza filtri, senza intermediazioni. Il guscio protettivo degli affetti in cui ogni eco giunge attutita comincia a incrinarsi. Il ritmo incalza. Il conflitto esplode e il giovane Antonio ne diviene l’attento cronista, mentre la violenza investe le vite di tutti, esistenze sfilacciate tenute insieme da un’abile regia che assembla frammenti di microstorie a tinte forti spesso attraversate dal soffio tiepido della speranza. Singoli pezzi che nel corso della lettura si ricompongono come in un puzzle dando forma al vissuto di un uomo, di una famiglia e di un paese intero.

L’autrice

Agata Motta (Catania, 1966), giornalista e scrittrice, insegna Lettere a Palermo. Ha pubblicato la raccolta di testi teatrali Altrove (Tabula Fati), diversi racconti in antologie a tema e il saggio sul cinema fascista Cinema in camicia nera (Solfanelli). I suoi testi sono stati messi in scena in alcuni teatri italiani ottenendo riconoscimenti e premi. Ha collaborato a lungo con quotidiani e periodici, attualmente cura il suo blog personale di cultura e spettacolo (www.agatamotta.it) e scrive per le testate online “Scriptandbooks” e “Articolo21”. Raccoglievamo le more, che nel 2017 si è classificato tra i dodici inediti finalisti del Premio Neri Pozza, è il suo primo romanzo.

https://www.balarm.it/eventi/agata-motta-esordisce-con-raccoglievamo-le-more-il-romanzo-in-piazzetta-bagnasco-a-palermo-140689

https://www.blogsicilia.it/comunicati-stampa/raccoglievamo-le-more-lesordio-letterario-di-agata-motta-si-presenta-giovedi-18-settembre-in-piazzetta-bagnasco/1178020/

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