“Non ho tempo di badare ai miei killer”di N. Gennaro

Lo spettatore accorto

IO ‘RESTO’ QUI….

La vita di Nino Gennaro ripercorsa al Teatro Biondo di Palermo

di Agata Motta

“Un uomo si uccide ogni giorno con le parole che gli si tirano contro”. Potrebbe essere solo una frase tra le tante, una semplice constatazione di cui prendere atto, invece è un punto di partenza per oltrepassare l’umiliazione con la lotta, è la molla per avviare il riscatto sulla pressione sociale e psicologica che schiaccia e mortifica. Quella di Nino Gennaro, poeta e scrittore corleonese scomparso vent’anni fa, è una voglia di vivere insopprimibile, anche negli anni della malattia, in quella lunga parentesi di preparazione al grande viaggio spesa nell’impegno e negli eccessi. (leggi tutto)

“Horcynus Orca” di C. Collovà

Il mestiere del critico

 

OCEANO D’ARRIGO

“Horcynus orca” reinventato per il teatro in uno spettacolo-fiume di Claudio Collovà- Di scena al Teatro Biondo di Palermo

di Agata Motta

L’acqua, come elemento di vita e di morte, liquido amniotico che accoglie il feto e massa indistinta che avviluppa cose e persone, l’acqua come l’inizio e la fine dei personaggi, del romanzo, dello spettacolo. Il Teatro Biondo vara con Horcynus Orca – Transito e ricongiungimento (in scena fino al 15 maggio) tratto da Stefano D’Arrigo un progetto ambiziosissimo e lo realizza con un dispendio di forze e di energie che porta all’impeccabile realizzazione, nelle mani cesellatrici e nello sguardo raffinato ed elegante di Claudio Collovà, di uno spettacolo-fiume nel quale immergersi dopo aver rinunciato alla frenesia quotidiana. Chiunque abbia fretta di vedere, di sentire, di capire, chiunque sia avvezzo al consumo di un rito seriale, chiunque non riesca a scollegarsi dagli ultimi post virtuali, dovrebbe rinunciare all’impresa.

(continua su www.inscenaonlineteam.net)

Presentazione “Horcynus Orca” di S. D’Arrigo

Prima della prima

 

IL TEATRO PER STEFANO D’ARRIGO

Al Teatro Biondo di Palermo, Claudio Collovà ‘sfida’ “Horcynus Orca”

di Agata Motta

 

Claudio Collovà ha realizzato con Horcynus Orca di Stefano D’Arrigo (1919\1992, foto in alto) un progetto a lungo accarezzato e finalmente trasformato in realtà grazie alla produzione del teatro Biondo.

Prima della prima   IL TEATRO PER STEFANO D’ARRIGO Al Teatro Biondo di Palermo, Claudio Collovà ‘sfida’ “Horcynus Orca” di Agata Motta   Claudio Collovà ha realizzato con Horcynus Orca di Stefano D’Arrigo (1919\1992, foto in alto) un progetto a lungo accarezzato e finalmente trasformato in realtà grazie alla produzione del teatro Biondo. Presentazione “Horcynus Orca” di S. D’Arrigo (continua su inscenaonlineteam.net) » Read more

“Tre desideri” di B. Moor

AL PASSAGGIO DI UNA NUVOLA….

“Tre desideri” di Ben Moor, regia di Mauro Parrinello. Teatro Libero di Palermo

di Agata Motta

Forse è meglio così, che la cara vecchia terra continui a ‘provvedere’ ai suoi sei miliardi di inquilini, limitandosi ad uno sguardo affettuoso proiettato sullo scenario immenso dell’infinito. Non è un caso, infatti, se i due protagonisti di Tre desideri di Ben Moor inizino e finiscano il loro percorso dentro un planetario, entrambi affascinati dalla calotta celeste e da un altrove percorribile solo con l’immaginazione.

Il Teatro Libero di Palermo ospita per la prima volta in Italia un testo di Ben Moor, interessante ed acclamato autore britannico che Mauro Parrinello (anche regista dello spettacolo), ed  Elisa Benedetta Marinoni (anche traduttrice), interpretano con leggerezza e disinvoltura. L’occasione narrativa è surreale: il passaggio di una nuvola di natura non identificata produce lo strano fenomeno dei “tre desideri” che ogni essere umano ha la possibilità di realizzare. » Read more

Presentazione “C’era un piano” di O. Sellerio e N. Vetri; regia G. Borruso

C’E’ PIANO E PIANO

Al Biondo di Palermo, un progetto ideato da Olivia Sellerio, regia di Gigi Borruso

di Agata Motta

Il direttore dello Stabile palermitano, Roberto Alajmo, definisce “sfizioso” il progetto che il Biondo ospiterà dal 13 al 17 aprile alla sala Strehler. Si tratta di C’era un piano, spettacolo nato da un’idea di Olivia Sellerio, che ne ha scritto i testi insieme con Nino Vetri e che è anche l’interprete delle canzoni. Il regista Gigi Borruso (anche in scena con Simona Malato) spiega che il lavoro è cresciuto soprattutto in assetto laboratoriale, per mettere in luce le diverse esigenze dello spettacolo – musica e narrazione – e per armonizzare i due piani della scrittura, quello della Sellerio e quello di Vetri.

http://www.inscenaonlineteam.net/index.php?option=com_content&view=article&id=3452:agata-motta-ce-piano-e-piano-al-biondo-di-palermo-uno-progetto-ideato-da-olivia-sellerio&catid=3:articoli-sicilia&Itemid=4

Intervista a Gianrico Tedeschi

Incontro con l’anziano, grande attore di scena a Palermo in uno spettacolo di Franco Branciaroli

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Una vita lunghissima e straordinaria quella di Gianrico Tedeschi, classe 1920, che ha attraversato quasi per intero il secolo breve e che continua a regalargli soddisfazioni, riconoscimenti e, soprattutto, la gratitudine di un pubblico al quale concedere grandi interpretazioni, scaturite dal lungo mestiere e dalla disinvolta dimestichezza con il palcoscenico calcato con amore mai sopito. » Read more

“Dipartita finale” di Franco Branciaroli

“Dipartita finale” di Franco Branciaroli- Teatro Biondo di Palermo

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“A noi non ci riesce di morire e neanche di vivere”: è un Limbo esistenziale quello nel quale sono sospesi senza condanna e senza salvezza i personaggi di Dipartita finale, spettacolo di Franco Branciaroli che ritaglia per sé il singolare ruolo della Morte, con tanto di falce e di corni rossi scaccia jella, e una regia in cui la valorizzazione degli eccellenti coprotagonisti diviene cassa di risonanza per i tantissimi spunti di riflessione disseminati nel testo. Dopo una lunga e fortunata tournée, lo spettacolo giunge al Biondo (con repliche fino al 24) ad offrire una di quelle imperdibili occasioni di grande teatro, laddove l’aggettivo calza ad ogni singola componente dell’evento scenico: testo arguto, insolente, profondissimo e colto; cast eccezionale che riunisce nomi prestigiosi e consacrati; regia preziosa che impartisce i ritmi giusti a questo gioco orchestrale amarissimo eppur gioioso; scene e luci (firmati da Margherita Palli e Gigi Saccomandi) da incubo irriverente e persino farsesco. » Read more

“Scene di interni…” di Michele Santeramo

Al Teatro Libero di Palermo, uno spettacolo di Michele Santerano

di Agata Motta

Che l’idea di un’Unione Europea felice come la graziosa casetta del mulino bianco stia cominciando a scricchiolare mostrando le sue tante crepe non è un mistero né una novità. Portare il malessere che ne deriva in teatro, estremizzandolo in una visiona apocalittica di disgregazione già avvenuta ha invece una sua intrigante originalità. Nello spettacolo Scene d’interni dopo il disgregamento dell’Unione Europea, proposto al Teatro Libero di Palermo, Michele Santeramo immagina che la fine sia già arrivata e che ne sia responsabile anche chi in quell’unione non aveva mai creduto, chi guardava a quella forma anomala di democrazia come ad un camuffamento di dittatura edulcorato dai mille proclami dei santoni dell’economia. I fatti narrati, che coinvolgono una coppia costituitasi proprio nell’epocale evento dell’adozione della moneta unica, vengono ripercorsi a ritroso, dalla vecchiaia alla giovinezza, dall’attesa della morte all’ingenuo entusiasmo per la ventata di novità che l’euro, simpatica moneta da Monopoli, avrebbe portato.

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Note su “Minetti” di Bernhard

Roberto Herlitzka © Ansa

di Agata Motta

di scena al Teatro Biondo di Palermo. Regia di Roberto Andò. Roberto Herlitzka grande protagonista

IL MIRACOLO DI UN’ “ARTE ORRENDA”

E’ il crepuscolo dell’uomo e dell’artista, delle abitudini domestiche e delle ambizioni da palcoscenico, è il crepuscolo della società contemporanea, sopraffatta dall’abitudine all’ignoranza e all’assenza del bello, è il crepuscolo, coscientemente inseguito, del mondo classico e delle sue forme armoniche e rassicuranti. E’ soprattutto il tramonto di una vita che si affaccia al baratro buio della prossima fine con la fiammella accesa di un’ultima speranza.

“Costellazioni” di Nike Payne

di Agata Mottal'immagine del profilo di Compagnia Teatrale Costellazione

regia di Silvio Perone,  di scena al Teatro Libero di Palermo*

DESTINI IPOTETICI

Chi non si è mai ritrovato a fantasticare sui “se avessi fatto” e “se avessi detto” con la consapevolezza di non poter riavvolgere il nastro della propria vita per sperimentare almeno un’alternativa possibile? Riproponendo una tematica già cara alla cinematografia – Peter Howitt e Krzysztov Kieslowski avevano affrontato la casualità e il destino in Sliding Doors e Destino cieco – il giovane drammaturgo inglese Nick Payne propone in Costellazioni una riflessione che, nata dalla fisica quantistica e quindi dal rigore scientifico, si traduce in un linguaggio di pura emozione corporea e verbale.

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“Costellazioni “di Nick Payne
con Jacopo Venturiero e Aurora Peres
regia Silvio Peroni
scene e costumi  Marta Crisolini Malatesta
disegno luci  Valerio Tiberi

*pubblicato su inscenaonlineteam.net in data 4 marzo 2016

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